La vera scienza implica la conoscenza
La vera scienza implica conoscenza, comprensione e saggezza. Implica un’espressione totale della coscienza “spirituale” del cosmo e del mondo. La scienza senza coscienza non è che la rovina dell’anima, diceva Rabelais. Implica due concetti: quello di conoscenza e quello di esperienza. La sua vocazione è esaminare, analizzare, studiare e confrontare i fenomeni della vita per dedurne le leggi fisiche.
La conoscenza è informazione
La conoscenza è un’informazione che sintetizza e immagazzina gli oggetti della mente dell’uomo. La conoscenza è una sintesi globalizzata di tutta la conoscenza che la coscienza umana immagazzina nella memoria come base per l’evoluzione dell’umanità.
La conoscenza può essere uno strumento utile
La conoscenza può essere o meno uno strumento utile per migliorare la vita quotidiana umana. La conoscenza è la capacità continua di tenere presenti concetti, nozioni, idee e archetipi del pensiero umano. Le idee sono rappresentazioni pittoriche di cose ed esseri. Sono sviluppate dal pensatore e attivati dalla volontà umana espressa attraverso lo sviluppo di forme variabili di pensiero. La riflessione sulle idee permette al pensatore (che è il principio pensante della natura umana) di scoprire le leggi che caratterizzano il funzionamento dell’Economia della Materia e della Natura.
La scienza può essere definita come l’insieme di tutte le conoscenze fenomenologiche
La scienza può essere definita come l’insieme di tutta la conoscenza e l’apprendimento derivanti da un lavoro il cui scopo è il marchio dell’universalità. Il suo obiettivo è lo studio di fatti e relazioni verificabili sperimentalmente in contesti specifici, utilizzando metodi determinati dal senso di osservazione, dall’esperimento e dalla capacità di deduzione, analisi e sintesi, che consentono di elaborare ipotesi che conferma e convalida oppure rifiuta e invalida. La riflessione mentale è la base dell’analisi che permette al pensiero di esaminare a fondo un problema o una situazione.
Il pensiero scientifico permette di comprendere le idee dietro l’apparenza delle cose e degli esseri
Il pensiero scientifico consente un certo livello di comprensione di determinati concetti; cioè le rappresentazioni astratte di un oggetto o di un insieme di oggetti con caratteristiche comuni. I concetti possono anche essere definiti come espressione di idee generali applicabili a situazioni o contesti specifici e chiaramente determinati.
L’immagine che la mente concepisce di una cosa o di un essere
L’immagine che la mente concepisce di una cosa o di un essere con il potere dell’immaginazione è la rappresentazione mentale di questa cosa o di quell’essere. Un archetipo è il modello primitivo di una cosa o di un essere. Un’immagine può essere analogica quando la mente analitica e concreta stabilisce attraverso l’immaginazione una somiglianza tra due oggetti apparentemente diversi.
Il pensiero è duplice
Il pensiero è duplice: concreto o oggettivo e causale o soggettivo. Il pensiero oggettivo utilizza il ragionamento critico e analitico per esaminare l’apparenza formale o materiale di cose, esseri ed eventi. Il pensiero causale si riferisce a un potere che trascende le facoltà analitiche e critiche: qualcosa che possiamo chiamare “intuizione”, che potrebbe essere definita come la capacità della consapevolezza cosciente soggettiva di comprendere la natura causale di cose, persone e situazioni; utilizzando un ragionamento più elevato, puro, inerente all’esistenza di una mente soggettiva o intelletto causale.
Pensiero oggettivo o analitico
Il pensiero oggettivo o analitico tratta il concetto di forma o il concetto di materia vivente, il che significa prendere in considerazione la conoscenza exoterica dell’apparenza della vita in generale.
Pensiero soggettivo o sintetico
Il pensiero soggettivo o sintetico si occupa dell’aspetto della coscienza, il che significa tenere conto della conoscenza “esoterica” di ciò che sta dietro le apparenze: cercare di comprendere spontaneamente con la facoltà dell’intuizione qual è l’essenza delle cose e degli esseri.
Inoltre, possiamo dire che il pensiero oggettivo riguarda l’aspetto formale della vita
Inoltre possiamo dire che il pensiero oggettivo riguarda la natura fenomenica dell’apparenza e l’aspetto formale della materia; e il pensiero soggettivo causale si concentra sulla natura “noumenica” (la cosa in sé, secondo Kant) della coscienza e sull’essenza di ciò che costituisce le principali funzioni causali della vita.
Inoltre, la Scienza del Futuro deve implicare la conoscenza della materia e dello spirito della vita
Inoltre, la Scienza del Futuro non può più essere definita come mera conoscenza “essoterica” dei fenomeni materiali, ma dovrebbe essere considerata – per essere completa – sia come conoscenza noumenica ed “esoterica” della coscienza vivente sia come comprensione intuitiva dell’essenza fondamentale della sostanza.
Il pensiero oggettivo non può funzionare senza la facoltà mentale soggettiva
Il pensiero oggettivo non può funzionare senza ricorrere al pensiero soggettivo, e quest’ultimo, a sua volta, non può funzionare senza fare riferimento alla percezione o alla riflessione di quella che è l’essenza della vita in continua evoluzione.
La scienza inizia con le domande
La scienza comincia con domande da porre, problemi da risolvere ed enigmi da chiarire: argomenti che richiedono tutte le luci della ragione. Approfondendo la propria conoscenza dei fenomeni, la scienza scopre l’esistenza dei “noumena”, che la obbliga ad affrontare nuove sfide, costringendola a scoprire cosa si nasconde dietro il velo delle apparenze e a comprendere l’essenza della vita in continua evoluzione. Attraverso un processo coerente e logico, deve cercare di ridurre la finitezza e i limiti dell’intelletto umano.
È ovvio che il pensiero, sia oggettivo che soggettivo, è lo strumento primario della conoscenza
È ovvio che il pensiero oggettivo e soggettivo è il principale strumento di lavoro della personalità umana. È in grado di intraprendere tutti i tipi di lavoro di portata universale. Senza un elaborato equipaggiamento mentale, la scienza non esiste. Ne consegue quindi che è universale per sua natura. È un aspetto importante della conoscenza, destinato a condurre l’Essere Umano verso il raggiungimento della saggezza. Senza saggezza, la perfezione dell’umanità diventa impossibile; in modo che non vi sia progresso né pace duratura tra le persone e le loro società. Il nostro motto scientifico è il seguente:
INFORMAZIONE – CONOSCENZA – SAGGEZZA
I contributi della Scienza devono riguardare tutti gli uomini e non essere soggetti ad alcuna speculazione finanziaria a favore di una minoranza. È quindi necessario chiarire i seguenti punti:
La scienza deve avere un’utilità benefica
La scienza deve essere pratica e generare lavoro. Il lavoro è un insieme di attività umane organizzate e coordinate, che producono ciò che è utile alla vita quotidiana delle persone, benefico per la loro salute e necessario per la loro sopravvivenza. Questo deve avere un carattere benefico.
Lavorare nella scienza
Il lavoro scientifico è un insieme di ricerche fondamentali a livello puramente intellettuale, ma il cui impatto può avere applicazioni pratiche nella vita quotidiana dell’umanità.
La ricerca scientifica mira a trovare, a scoprire
La ricerca scientifica mira a trovare e a scoprire attraverso uno sforzo della mente umana, tutto ciò che aiuta a progredire nel cammino della conoscenza di sé e del mondo. La parola “ricerca” implica anche un insieme armonico di lavoro il cui scopo è la scoperta, la riscoperta o la rivelazione di nuove conoscenze. La ricerca può rivelare ciò che è sconosciuto o dimenticato, a causa della mancanza di istruzione ed esperienza o della scomparsa degli antichi archivi dell’umanità.
Attraverso lo studio applicato a campi specifici
Attraverso lo studio applicato a specifici campi di interesse, la Scienza può acquisire le conoscenze inerenti a questi campi e comprendere il significato delle cose. Applicando un metodo di lavoro ordinato, verifica i fatti relativi allo studio dei vari fenomeni. Confronta le sue scoperte con la realtà naturale, per riconoscerne la consistenza interna o la sua verosimiglianza. La scienza si basa necessariamente su una metodologia, vale a dire su una serie razionale di approcci che utilizzano metodi detti “cartesiani”, un protocollo di procedure al solo scopo di scoprire, verificare, validare e dimostrare la verità intrinseca di “fatti” materiali o relativi all’esistenza di fatti particolari fino a quel momento sconosciuti all’uomo. Pertanto, per raggiungere i suoi obiettivi, la Scienza adotta sempre approcci razionali, che devono essere anche ragionevoli.
La scienza si basa principalmente sulla ragione e sull’intuizione
La scienza si basa principalmente sull’uso della ragione e del buon senso. La ragione è una facoltà propria dell’esercizio della consapevolezza cosciente. Permette all’uomo di confrontare, comprendere e giudicare tutto secondo principi specifici.
Il metodo scientifico si compone di diverse fasi
Il metodo scientifico si compone di più fasi legate all’intelletto pratico e all’uso del bagaglio mentale oggettivo: osservazione, ipotesi, esperimento e deduzione.
Osservazione
Osservazione: fase iniziale. È l’azione mentale che consiste nell’esame attento e continuo degli oggetti della conoscenza: la Natura, l’Uomo, la Società, tutte le forme di vita, animate e apparentemente inanimate. Riporta poi i fenomeni osservati descrivendoli e misurandoli, sottoponendoli alle leggi matematiche della statistica e agli insegnamenti della natura.
L’ipotesi
Ipotesi: la seconda fase. Questo è l’atto intellettivo, ponderato, che è una proposta che accettiamo come soluzione plausibile, vera o probabile di un dato problema. L’ipotesi è legata alla spiegazione dei fenomeni naturali, ma deve essere verificabile mediante esperienza e deduzione. La deduzione può e di solito precede lo sviluppo dell’ipotesi, perché l’osservazione scientifica può dedurre proposizioni dall’ipotesi.
Esperimento
Esperimento: la terza fase. Questo è l’atto di controllo destinato a implementare le proposizioni dell’ipotesi. La scienza tenta di riprodurre i fenomeni in laboratorio per verificare l’accuratezza e la validità delle ipotesi proposte. Se l’esperimento conferma l’ipotesi, la scienza può convalidare la conoscenza della legge scoperta per deduzione.
Deduzione
Deduzione: la quarta fase. La deduzione, quindi, costituisce una conclusione ragionando sulla validità dell’esperimento. È un giudizio di valore, prendere posizione su una questione risolta. Evidenzia la legge che governa la riproduzione dei fenomeni nelle specifiche condizioni della sperimentazione, in un determinato quadro e secondo un preciso sistema di riferimento. Abbiamo visto che la deduzione è necessaria anche per sviluppare l’ipotesi, e quindi precede e segue sia l’ipotesi che l’esperimento.
La scienza consente anche procedure sperimentali
La Scienza, infatti, consente anche, con il suo approccio sperimentale e il suo protocollo operativo derivante dall’applicazione di un metodo, l’analisi rigorosa dell’Uomo e del suo Ambiente, con l’intento di conoscerli meglio o di farli conoscere.
